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Capire la Ridondanza dei Data Center

Updated on lug 18, 2022
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Massimizzare l'uptime dovrebbe essere la priorità principale di ogni data center, piccolo o hyperscale. Un piano per i sistemi di ridondanza è fondamentale per tenere il tuo data center in costante funzione.

Cosa è la ridondanza di un data center?

Con ridondanza di un data center si fa riferimento a un piano di sistema dove i componenti critici come i gruppi di continuità (UPS), i sistemi di raffreddamento e i generatori di backup sono duplicati in modo che le operazioni del data center possano continuare anche qualora uno dei componenti abbia un guasto. Per esempio, UN gruppo di continuità ridondante inizia a lavorare quando vi è un'interruzione dell'alimentazione. In caso di downtime a causa di fenomeni atmosferici pericolosi, blackout o malfunzionamenti, le componenti di backup del data center entrano in gioco per mantenere l'intero sistema in funzione.

Perché la ridondanza è importante?

È fondamentale che le imprese aumentino l'uptime e siano in grado di riprendersi velocemente dal downtime, che sia inaspettato o preventivato. Il downtime danneggia il business: può avere un impatto diretto sull'immagine del brand, le operazioni di business e l'esperienza del cliente, avendo come risultato devastanti perdite finanziare, opportunità di business perse e reputazione offuscata. Il downtime non preventivato può costare centinaia di dollari al minuto persino alle piccole imprese.

La configurazione di ridondanza nei data center aiuta a eliminare il rischio di downtime, riducendo in tal modo le perdite causate da eventi indesiderati. Una progettazione di ridondanza ben progettata potenzialmente significa un minore downtime sul lungo termine. I componenti ridondanti, inoltre, assicurano anche che i dati siano protetti e sicuri, poiché le operazioni del data center rimangono operative senza interruzioni.

La ridondanza è anche un fattore cruciale nel misurare l'affidabilità, le prestazione e la disponibilità del data center. L'Istituto Uptime fornisce un sistema di classificazione a livelli che certifica i data center sulla base di quattro livelli distinti — Livello 1, Livello 2, Livello 3 e Livello 4. Ogni livello ha requisiti specifici rispetto al livello di ridondanza.

Differenti livelli di ridondanza

Non vi è un modello di ridondanza universale. Livelli più bassi implicano maggiore downtime possibile sul lungo termine, mentre maggiore ridondanza avrà come risultato minore downtime, ma costi aumentati per il mantenimento dei componenti ridondanti. Se il tuo modello di business richiede tuttavia il minor downtime possibile, questo è spesso giustificabile in termini di profitti e crescita della rete complessiva. Per scegliere la giusta configurazione per il tuo business è importante conoscere le possibilità e i rischi dei diversi modelli di ridondanza, ovvero N, N+1, N+X, 2N, 2N+1 e 3N/2.

Modello N

N rappresenta la quantità di capacità neessaria ad alimentare, fare il backup e raffreddare una struttura a pieno carico IT. Può rappresentare le unità che si vuole duplicare, come un generatore, un gruppo di continuità o un'unità di raffreddamento. Per esempio, se un data center richiede tre gruppi di continuità per operare a piena capacità, N equivale a tre.

Un'architettura N significa che la struttura è progettata solo per mantenere il data center in funzionamento a piena capacità. In termini semplici, N equivale e zero ridondanza. Se la struttura è a pieno carico e vi è un malfunzionamento hardware, un'operazione di manutenzione preventivata o un blackout inaspettato, le applicazioni mission critical potrebbero soffrirne. Con un modello N, ogni interruzione può lasciare il tuo business impossibilitato ad accedere ai propri dati fino a che il problema non è risolto.

N+1 o Modello N+X

Un modello di ridondanza N+1 fornisce un livello minimo di resilienza aggiungendo un singolo componente — un gruppo di continuità, un sistema di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell'aria o un generatore — all'architettura N per sostenere un'interruzione e mantenere il piano workload. Quando un sistema è offline il componente aggiuntivo prende il carico. Facendo riferimento all'esempio sopra, se N equivale a tre gruppi di continuità, N+1 ne fornisce quattro. Allo stesso modo, un modello N+2 fornisce due componenti aggiuntive. Nel nostro esempio, N+2 fornisce cinque unità invece di quattro. N+X fornisce perciò N+X componenti per ridurre il rischio di diversi malfunzionamenti simultanei.

Modello 2N

Una ridondanza 2N duplica gli originali gruppi di continuità, sistemi di raffreddamento o generatori per fornire piena tolleranza al guasto. Significa che se tre gruppi di continuità sono necessari per supportare piena capacità, questo modello di ridondanza includerà un set aggiuntivo di tre gruppi di continuità, per un totale di sei sistemi. Questo design utilizza inoltre due sistemi di distribuzione indipendente.

Con un modello 2N gli operatori data center possono smontare un intero set di componenti per la manutenzione senza influenzare in nessun modo le normali operazioni. Inoltre, in caso di malfunzionamento di diverse componenti, il set aggiuntivo si prende carico del dover mantenere la piena capacità. La resilienza di questo modello riduce grandemente i rischi di downtime.

Modello 2N+1

Se 2N significa piena tolleranza al guasto, 2N+1 fornisce piena tolleranza 2N più un componente extra per protezione aggiuntiva. Questo modello non solo può resistere a diversi malfunzionamenti, ma persino in un worst-case scenario con l'intero sistema primario offline può ancora sostenere ridondanza N+1. Grazie a questo alto livello di affidabilità, questo modello di ridondanza è generalmente utilizzato da quei business che non possono tollerare nemmeno la più piccola interruzione di servizio.

N+1 2N+1 redundancy

Modello 3N/2

Il modello ridondante three-to-make-two o 3N/2 fa riferimento a una metodologia di ridondanza dove la capacità addizionale è basata sul carico di sistema. Se consideriamo uno scenario 3N/2, tre sistemi di alimentazione alimenteranno due server, il che significa che ogni sistema d'alimentazione utilizza il 67% della capacità disponibile. Allo stesso modo, in un 4N/3 vi saranno quanto sistemi di alimentazione che alimentano tre workload (server). Il 3N/2 può essere potenziato in un 4N/3, ma solo in linea teorica, poiché un modello cosi elaborato ha talmente tanti componenti che sarebbe difficile gestire ed equilibrare i carichi per mantenere la ridondanza.

3N/2 redundancy

Qual è quello giusto per te?

Scegliere un modello di ridondanza giusto che soddisfi le tue necessità di business può essere complicato. La chiave sta nel trovare il giusto equilibrio tra affidabilità e costi. Per le imprese che hanno bisogno di downtime minimo, alti livelli di ridondanza sono giustificabili in termini di profitto e crescita di rete. Per quelle che non ne hanno bisogno, minori livelli di ridondanza possono essere accettabili, essendo più economici ed efficienti energeticamente di altri modelli di ridondanza più sofisticati.

In poche parole, non vi è un modello di ridondanza giusto o sbagliato perché la sua scelta dipende da una quantità di fattori come i tuoi obiettivi di business, il budget e l'ambiente IT. Consultati con il tuo provider data center o discutine con il tuo team IT per verificare quale sia la migliore opzione per te.

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